AUGURIO DI NATALE E DISCERNIMENTO

A Natale l'augurio del 2018 della nostra Caritas diocesana diventa quello di coltivare quel discernimento che unifica la vita sotto la luce di Dio: questo il messaggio che scaturisce dalla lectio divina dello scorso 21 dicembre all'Istituto San Benedetto di Modica, che ancora una volta ha visto insieme animatori Caritas, giovani adulti impegnati nei vari sevizi ai poveri, monache Benedettine e amici in cerca di un momento di ascolto del Signore. La riflessione di don Christian Barone con grande sapienza ha aiutato a comprendere quanto sia importante il discernimento comunitario e spirituale. Diverso da quello psicologico che aiuta l'introspezione e da quello etico che aiuta a distinguere dal bene dal male, il discernimento spirituale sottrae al disordine caotico del peccato e riposta all'ordine della creazione, all'azione dello Spirito. E diventa gusto per le cose di Dio, fonte di una vita ecclesiale credibile e profezia per l'umanità. Il discernimento spirituale coglie anzitutto l'iniziativa di Dio per noi che ci precede e ci fa cercare il bene personale dentro il bene comunitario. Si tratta di un'esperienza non egoistica che apre ad orizzonti ampi di senso, ritrovati nella Chiesa in cui restiamo radicati. Don Christian ha commentato quel passaggio di conflitto negli atti degli apostoli sorto a partire dalla lamentela dei cristiani della diaspora perché avvertivano trascuratezza verso le loro vedove. E certo subito questo rimanda alla particolare attenzione di Luca alle vedove, rimando al popolo di Javhé. Ebbene, il conflitto affrontato bene provoca crescita, indica solidità nella comunità che sa affrontare i problemi evitando la rottura. Nel caso degli atti tra due gruppi di cristiani - quelli ancora legati al giudaismo e quelli della diaspora - che già dicono come nel respiro di Dio i diversi possono e devono vivere insieme. Nel conflitto emerge l'autorevolezza degli apostoli che convocano, valutano, agiscono mettendosi anche in discussione, ma anche andando oltre il particolare e recuperando prospettive più alte, decentrandosi nelle decisioni ma offrendo criteri per la scelta dei diaconi e riservandosi la preghiera e la predicazione come primato a garanzia di ogni altro servizio ... Ecco un potere che diventa non solo servizio ma processo sinodale che coinvolge la Chiesa nella sua totalità e la rende più autentica e capace di annunciare la novità del Vangelo e la sua capacità di costruire relazioni nuove. Ecco, nei giorni di Natale - mentre forte è l'invito all'accoglienza dei poveri e dei migranti, con una solidarietà che guarda al mondo con la colletta per il Sahel - l'invito prioritario resta a tutto riportare alla fonte. Nel Natale si annuncia Dio dentro la nostra storia e le relazioni nuove che diventano chiamata a un'umanità che si rinnova nello stupore dei pastori, nella ricerca dei Magi, anzitutto nella capacità di Maria di tutto comporre nel suo cuore e di Giuseppe di tutto compiere in obbedienza allo Spirito. Buon Natale. allora, lasciando che cielo e terra si congiungano nella nostra vita comune come passaggio tra il nostro cuore e la storia condivisa con tutti! Buon Natale alle famiglie, alle parrocchie, alla reti di relazioni - pensiamo soprattutto a quelle dei giovani in cammino verso la maturità della vita - in cui Dio viene, per tutti aiutarci a vivere la sua stessa vita, vita di comunione intima e aperta.

 

AUGURIO DI NATALE E DISCERNIMENTO
AUGURIO DI NATALE E DISCERNIMENTO