Don Mazzillo e la pace

Di fronte ad un’ampia presenza di giovani e meno giovani riuniti presso il salone della casa Don Puglisi di Modica lo scorso 10 marzo, Don Giovanni Mazzillo ha introdotto l’incontro dedicato alla pace proponendo un brano degli atti del processo del martire Massimiliano di Tebessa, patrono degli obiettori di coscienza la cui festa ricorre il 12 marzo; ha così inteso sottolineare il valore assoluto della coscienza e della nonviolenza anche ai nostri giorni. Attraverso poi una carrellata di testimonianze e personaggi, che offrono ancora oggi a questa umanità quasi assopita e rassegnata esempi luminosi di un agire coerente e fedele alla logica evangelica, il teologo calabrese ha ricondotto l’attento uditorio al testimone per eccellenza che ha incarnato nella sua stessa esistenza i valori della pace e della nonviolenza: Gesù di Nazareth. Discepolo di Don Tonino Bello e di Mons. Bettazzi, Don Mazzillo ha rilanciato con forza ed efficacia il vangelo della pace, che non offre sconti e che non ammette mezze misure, ma che nel discorso della montagna, molto spesso commentato con una montagna di discorsi, indica con estrema chiarezza come per la chiesa e per i cristiani la scelta della pace e della nonviolenza sia una ineludibile necessità. La radicalità evangelica vissuta da Francesco d’Assisi, da Bartolomeo de Las Casas, dai tanti martiri della chiesa latino americana conferma la possibilità di un vangelo realmente vissuto e declinato nelle cronache del mondo, senza sbavature o morbide interpretazioni, per dare spazio al primato della retta coscienza, della giustizia tra i popoli e della pace che ha in Gesù il suo interprete principale. Egli stesso è la pace e chiede che i suoi seguaci la realizzino (facitori di pace) perché lo shalom biblico si compia, ossia il ben-essere complessivo dell’uomo.

 

colomba della pace
don giovanni mazzillo