Quaresima di carità 2012

 

Caritas diocesana di Noto
Via Mons. Blandini 9, 96017 Noto (Sr)
Tel. 0931/835286 - Fax: 0931/573310 Noto, 1° febbraio 2012
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Ai Parroci
Ai Diaconi
Alle Comunità religiose
Alle aggregazioni laicali
Alle Rettorie
Alle Caritas vicariali e parrocchiali
Alle opere caritative e ai Centri di ascolto


Lungo le strade della vita, lasciando che la misericordia del Padre raggiunga e abbracci molti

La quaresima di quest’anno la vivremo tra i messaggi essenziali e radicali dell’anno B e la grave crisi che attraversano le famiglie e i lavoratori, ma pensiamo anche – nell’anno dedicato all’invecchiamento attivo e alla solidarietà tra generazioni – alla solitudine e alla fatica di anziani, ammalati, persone sole. Il filo aureo che attraversa le nostre attenzioni è poi la misericordia di Dio, tema della lettera del nostro Vescovo e degli incontri unitari. Nelle commissioni vicariali della Caritas stiamo cercando di sollecitare una conversione pastorale perché tutto questo diventi vero nella verità dei fatti, attraverso cammini di rapporto evangelico con il territorio. Stiamo suggerendo modalità concrete che potrebbero realizzarsi proprio nel tempo di quaresima. Vogliamo comunicarli anche ai Parroci attraverso questa circolare, almeno nelle linee generali, e raccordarli ad alcuni momenti possibili nel tempo di quaresima o nel successivo tempo pasquale.

1. C’è da pensare in primo luogo a incontri di Caritas parrocchiali in cui chiedersi a che punto sono i rapporti con il territorio. Si potrebbe anzitutto rendere più significativo l’esistente, riunendo quanti hanno già rapporti di attenzione al territorio (pensiamo ai ministri dell’eucaristia ma anche a persone capaci di accorgersi di solitudini e problemi) e quindi individuare, riunire periodicamente, formare delle “sentinelle della misericordia del Signore” in tutte le zone dei territori parrocchiali. In qualche modo potremmo avvertire che questo accade in tutta la diocesi come un entrare insieme al Signore nei deserti della vita secondo la sollecitazione della prima domenica di quaresima. Si potranno pure promuovere con i gruppi di catechismo esperienze di visita al territorio con piccole interviste alle famiglie e agli anziani su come vivono il rapporto con la città, su cosa si aspettano dalla comunità cristiana, su cosa sono disposti a dare, su come si sta affrontando la crisi. Un discernimento sapienziale dopo questi incontri potrebbe essere offerto alla parrocchia e diventare elemento penitenziale e proposta di impegno personale e familiare.

2. C’è da passare per il cuore del Signore, per ricevere forza e luce, come suggerisce la seconda domenica di quaresima. Per questo saranno importanti i tempi della preghiera, che a livello diocesano saranno: il ritiro di quaresima (domenica 26 febbraio ore 16,30-19 dalle Benedettine di Modica), il 2° incontro unitario sulla fragilità con padre Giovanni Salonia (Rosolini Oratorio San Domenico Savio, giovedì 1° marzo ore 19,30), la veglia nella memoria dei martiri (Rosolini, chiesa madre, giovedì 22 marzo, ore 20).

3. C’è da coinvolgere l’assemblea domenicale per ripensarsi tutti, come ci invita la terza domenica di quaresima, vero tempio di Dio, vera casa del Signore. Si può proporre a tutti durante le messe di maturare un impegno concreto di condivisione che ci fa vera casa di Dio, esemplificando con quello possibile a tutti (la visita, la partecipazione a un fondo di solidarietà per bisogni parrocchiali o per le opere caritative del territorio, che tanto ne hanno bisogno) ed altri più impegnativi (come l’affido familiare o la costituzione di un comitato di quartiere per i problemi sociali). Si può fare tramite una monizione ben preparata e ben collocata all’offertorio o dopo la comunione. Può essere questa modalità anche più autentica e più educativa, rispetto ad un semplice raccolta di viveri, per vivere una giornata parrocchiale della carità. Nello stesso giorno si potrebbe fare esperienza di visite comunitarie e anche pensare, da parte della Caritas parrocchiale, a come rendere stabili questi momenti e a come attivare una mappatura più organica dei bisogni. Si potrebbe per questo in tempo programmare la visita alle famiglie e la benedizione pasquale del parroco con qualcuno che, accompagnando, rilevi (anche tramite scheda) dati, bisogni, disponibilità, osservazioni, possibile base di un discernimento più attento e della maturazione di passi comunitari in stile evangelico.

4. C’è da rafforzare il senso di quello che si fa (il Vescovo sollecita un lavorio culturale, anch’esso espressione di misericordia) e c’è da continuamente riproporre nel dono di sè la “misura” della carità evangelica, come ci ricordano la quarta e quinta domenica di quaresima. Per questo sarebbe importante: inserire proposte concrete di conversione e di impegno nelle liturgie penitenziali; offrire testimonianze delle nostre opere caritative negli esercizi spirituali, nelle assemblee domenicali o in visite dei gruppi di catechismo; costruire una via crucis situata nelle attese e nel dolore della nostra gente, coinvolgendo i vari soggetti operanti in parrocchia e chiedendo concretezza nei riferimenti. Va pensata anche bene la colletta di quaresima che verrà consegnata al vescovo durante la messa crismale, perché non sia un elemosina ma atto santo di condivisione.

Sono suggerimenti, per i quali si offriranno su “La vita diocesana” e sul sito della Caritas diocesana (www.caritasdiocesidinoto.it) ulteriori esemplificazioni, mentre sussidi specifici preparati dalla Caritas nazionale si potranno trovare nelle librerie cattoliche. Ci aiuti tutti il Signore ad una vera conversione per “cambiare in gioia il lutto” e aiutare tutti a percepire la forza della Pasqua. A tutti un fraterno saluto nel Signore

Il direttore e il vicedirettore della Caritas diocesana
Maurilio Assenza, Diac. Giuseppe Vassalli